sabato, novembre 05, 2016

Corte Ue: hyperlinks leciti ma a certe condizioni

Dal comunicato stampa n. 92/16 della Corte di giustizia dell'Unione europea relativo alla sentenza nella causa C-160/15.

Il collocamento su un sito Internet di un collegamento ipertestuale verso opere protette dal diritto d'autore e pubblicate senza l'autorizzazione dell'autore su un altro sito Internet non costituisce una «comunicazione al pubblico» quando la persona che colloca detto link agisca senza fini di lucro e senza essere al corrente dell'illegittimità della pubblicazione di dette opere. Se invece tali collegamenti ipertestuali sono forniti a fini di lucro, la conoscenza dell'illegittimità della pubblicazione sull'altro sito Internet deve essere presunta. [...] Qualora sia accertato che detta persona era al corrente, od era tenuta ad esserlo, del fatto che il link da essa collocato forniva l'accesso a un'opera illegittimamente pubblicata, ad esempio perché ne era stata avvertita dai titolari del diritto d'autore, la messa a disposizione di detto collegamento costituisce una «comunicazione al pubblico».

mercoledì, ottobre 29, 2014

Soundreef vs SIAE: nessuna vittoria perché non c'è stata partita

Soundreef vs SIAE, nessuna vittoria perché non c'è stata partita: questo è quanto si evince dal comunicato che il Direttore Generale di SIAEGaetano Blandini, ha affidato ad AdnKronos.

Negli ultimi giorni è circolata molto diffusamente sul web la notizia della sconfitta del monopolio SIAE in nome della libera concorrenza che la normativa europea tenderebbe ad attuare sul mercato.

Ma dalle parole del suddetto Direttore sembrerebbe doversi affermare il contrario.

Passiamo quindi in rassegna le parole del Blandini e poniamoci qualche doveroso interrogativo:

Con riguardo all'operazione mediatica intrapresa da e su Soundreef Limited e relativa alla strumentalizzazione di una ordinanza del Tribunale di Milano (che peraltro non riguarda Siae che non era parte del giudizio), Siae stessa ritiene utile chiarire alcuni aspetti fondamentali. Il primo: l'ordinanza sopra citata è stata emessa in ragione della espressa circostanza che Soundreef ‘sostiene di non svolgere in Italia alcuna attività di intermediazione’.

Scusate, ma allora di cosa stiamo parlando? Se SIAE non era parte in causa e Soundreef ha sin da subito dichiarato di non svolgere in Italia alcuna attività di intermediazione, perché dovremmo parlare di una crepa nel monopolio SIAE? È come esultare per avere vinto una partita che non è mai stata giocata. Il Blandini riduce il tutto ad una mera strumentalizzazione a scopi pubblicitari e sensazionalistici.

Il secondo: ove non fosse vero il presupposto indicato dall'ordinanza, l'operato di Soundreef risulterebbe per certo illegittimo anche alla luce della Direttiva 2014/26/UE.

Ma come? Su Internet troviamo articoli su articoli che parlano di un collasso della "cattiva" legge italiana innanzi alla "buona" normativa europea, e il Direttore Generale di SIAE se ne viene fuori con questa notizia?

Il terzo: la direttiva non vieta in alcun modo né è incompatibile con il ruolo esclusivista della Siae; quest'ultima, pertanto, resta ferma nello svolgimento delle attività affidatele dalla vigente legge sul diritto d'autore.

Si resta veramente basiti e rattristati.

Il quarto: secondo la Direttiva gli ‘organismi’ deputati alle attività di raccolta (preso gli utenti) e ripartizione (in favore dei titolari del diritto) dei proventi derivanti dalle licenze di diritto d'autore dovranno obbligatoriamente avere la forma a ‘base associativa’ tipica proprio della Siae; non invece assetti privi di trasparenza (o peggio estero vestiti), né ancora scopo di lucro (cioè quello di procurare utili ai soci di capitale e non la ripartizione di tali utili ai titolari del diritto d’ autore).

Va bene, Blandini, abbiamo capito che Ella conosce la Direttiva de qua, ma ci sembra di scorgere delle allusioni molto pesanti: sta forse dicendo che Soundreef non sono altro che i soliti italiani furbetti e mangiaspaghetti che creano società all'estero per aggirare la legge italiana e che anziché fare i pieni interessi dei loro clienti si attaccano come delle sanguisughe ai loro compensi? Non so, se così fosse, la troverei veramente una considerazione di basso livello. Abbia pazienza, ma ci sono molti iscritti a SIAE che i compensi non li hanno percepiti mai.

Il quinto: la Direttiva  che non tende in alcun modo alla polverizzazione del diritto d'autore bensì al suo rafforzamento  si preoccupa di facilitare il mercato attraverso la regolamentazione delle licenze multiterritoriali per musica on line (rilascio di licenze che abbiano valenza in più paesi europei); attività, quest'ultima, già ampiamente avviata dalla Siae in anticipo rispetto al futuro recepimento della Direttiva.
Siae, dunque, tutelerà le proprie ragioni – e quelle dei propri associati – nei confronti di tutti quei soggetti che dovessero svolgere attività in contrasto con le attuali disposizioni di legge ovvero in contrasto con la stessa Direttiva.

Ma insomma! Qui sembra tutto capovolto, dove sta la verità? E cosa dobbiamo aspettarci adesso? Una denuncia nei confronti di chi? Di qualche società di furbetti mangiaspaghetti? Chi vivrà vedrà.

mercoledì, ottobre 01, 2014

A Firenze concerti con semplice autocertificazione (inutile)

Di Giorgi: "Mi impegno, inoltre, a far sì che nell'ambito dell’opera di semplificazione avviata dal Governo, si proceda anche alla stesura a livello nazionale di moduli, da utilizzare on line, uguali in tutto il territorio, affinché l’autocertificazione prevista rappresenti un vero snellimento amministrativo".

Siamo veramente alla frutta: si sta cercando di sfondare una porta aperta! Tutto ciò è assurdo e rende veramente molto bene il concetto di giustizia che vige nel bel paese.

Non esiste alcun obbligo da parte del non iscritto che suona la propria musica di comunicare alcunché a SIAE, perché mai dovrebbe presentare un'autocertificazione?

Le solite "autoleggi" di SIAE, le solite speculazioni della politica: nulla di nuovo sotto il sole.

sabato, marzo 01, 2014

I link ad opere liberamente accessibili non violano il copyright

Non costituisce un atto di comunicazione al pubblico la messa a disposizione su un sito Internet di collegamenti cliccabili verso opere liberamente disponibili su un altro sito Internet.

Lo ha chiarito in questa sentenza la Corte di Giustizia dell'UE.

Google ringrazia. X-)

venerdì, febbraio 07, 2014

La Stampa al tempo della crisi


La Stampa ha da tempo rilasciato il suo archivio storico con licenza Creative Commons.

Così:
Le singole pagine di ciascun numero (ma non il numero considerato nella sua interezza) dei quotidiani "La Stampa" e "Stampa Sera" e delle altre pubblicazioni dell'Editrice La Stampa S.p.A. presenti all'interno dell'Archivio Storico sono rilasciate in licenza Creative Commons: "Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate 2.5" clicca qui per conoscere i termini della licenza. Nella successiva riproduzione e distribuzione delle pagine dei quotidiani "La Stampa" e "Stampa Sera" e delle altre pubblicazioni dell'Editrice La Stampa S.p.A. presenti all'interno dell'Archivio Storico, l'utente è tenuto ad indicare - come autore dell'Opera - l'Editrice La Stampa S.p.A. e menzionare la fonte da cui tale Opera è stata tratta. I numeri del quotidiano "La Stampa" e "Stampa Sera" e delle altre pubblicazioni dell'Editrice La Stampa S.p.A. pubblicati per la prima volta da oltre 70 anni sono ovviamente di pubblico dominio e liberamente utilizzabili, in tutto o in parte, dagli utenti al di fuori dei termini della licenza Creative Commons, fermo restando l'obbligo di indicare l'autore dell'opera. La licenza Creative Commons non ha ad oggetto i singoli articoli, individualmente considerati, pubblicati sul quotidiano "La Stampa" e "Stampa Sera" e sulle altre pubblicazioni dell'Editrice La Stampa S.p.A. presenti all'interno dell'Archivio Storico, la cui riproduzione è pertanto vietata. Gli articoli di autori deceduti da oltre 70 anni sono tuttavia di pubblico dominio e liberamente utilizzabili dagli utenti, fermo restando l'obbligo di indicare l'autore dell'articolo. Restano, inoltre, impregiudicati i diritti di utilizzo dei singoli articoli riconosciuti dalla legge sul diritto d'autore (Legge 22 aprile 1941 n. 633 e successive modifiche), nei casi ed entri i limiti previsti dalla legge medesima. La licenza Creative Commons non ha ad oggetto la banca dati dell'Archivio Storico: è conseguentemente vietata l'estrazione e il reimpiego della totalità o di una parte sostanziale del contenuto di tale banca dati. Restano impregiudicati i diritti sulla banca dati riconosciuti dalla legge sul diritto d'autore (Legge 22 aprile 1941 n. 633 e successive modifiche), nei casi ed entri i limiti previsti dalla legge medesima. La licenza Creative Commons non ha ad oggetto le singole foto ed i singoli articoli, individualmente considerati, pubblicati sul quotidiano "La Stampa" e "Stampa Sera" e sulle altre pubblicazioni dell'Editrice La Stampa S.p.A. presenti all'interno dell'Archivio Storico, la cui riproduzione è pertanto vietata.
Sorvolando sull'opportunità di rilasciare con licenza CC soltanto le singole pagine e non il numero intero, il divieto di riproduzione dei singoli articoli è una conseguenza del secondo comma dell'art. 38 LDA, che riserva al singolo collaboratore dell'opera collettiva il diritto di utilizzarla separatamente.

In realtà, l'art. 38 LDA diventa necessariamente un limite se ragioniamo col senno di poi, ma se ragioniamo col senno di prima, allora si scopre che uno stesso caporedattore de La Stampa, malgrado la sua volontà e le sue ripetute richieste di rilasciare i propri articoli con licenza CC, non ci è riuscito.

C'è chi imputa l'insuccesso alla crisi, che non consentirebbe di porre l'attenzione sul tema del diritto d'autore.

Tuttavia, secondo me, sarebbe meglio che La Stampa prima si chiarisse le idee sulla quantità di libertà che vuole concedere e poi passasse alla redazione di certe note legali (che a quanto pare non risentono della crisi): sarebbero certamente più comprensibili per gli utilizzatori.

mercoledì, novembre 20, 2013

Gac, il più timorato admin di Wikipedia

Su Wiki Perle sono narrate le gesta di Gac, admin di Wikipedia che non perde l'occasione di farsi apprezzare per le sue qualità "carismatiche".

Nella fattispecie è bastato un "per dio!", pronunciato da un utente, per far scattare l'ira funesta dell'amministratore wikipediano, il quale, dinanzi al successivo sblocco invocato dalla comunità, ha deciso di iniziare uno sciopero, una wikipausa per protestare contro il torto subito da Nostro Signore.

Se uno è sensibile è sensibile.

Ma la cosa più sconcertante è la serie di intrighi demenziali che caratterizzano la cosiddetta Wikimafia (il riferimento non è al sito wikimafia.it ma - cito Wiki Perle - alla "Wikimafia che vorrebbe governare Wikipedia a proprio esclusivo arbitrio").

Sarà forse questa forma mentis che dominerà il mondo nei prossimi secoli? Quale mutazione genetica inflitta dall'interconnettività sta subendo l'homo sapiens? Per farvi un'idea vi lascio alla lettura di Wiki Perle, su cui proprio oggi è stato scritto che i morti di Lampedusa non sono considerati enciclopedici dalla Wikipedia italiana: anche in questo caso è una questione di sensibilità.

martedì, ottobre 15, 2013

iJamix.com: lo squalo a caccia di squali

iJamix: questo sito, ragazzi, è meraviglioso, ve lo consiglio proprio (grazie Marianna per la segnalazione): vi propone "un nuovo rivoluzionario sistema per promuovere con successo la propria musica senza ricorrere all'aiuto di nessuno, sfruttando tutta la potenza mediatica del web... emergere e fare della musica il proprio mestiere è possibile e, da oggi non è mai stato così semplice e veloce... richiedi gratis le prime istruzioni su come promuovere la tua musica" (e di seguito tante altre frasette nel celebre stile specchio per le allodole o, se preferite, per i polli).

Io non so quali magiche istruzioni questo sito un po' tristemente X Factor possa dare agli artisti, so solo che, come ogni nuova azienducola senza troppi scrupoli che si affaccia in rete parlando di libertà digitali e di tutela delle opere, ha preso di mira Copyzero cercando prima di elogiarlo e poi di denigrarlo (della serie: provo a farmi notare così e, se non funziona, ci riprovo cosà). Nella fattispecie, con una serie di articoli di "approfondimento" (il cui autore, titolare della stessa impresuccia iJamix, si prefigge l'obiettivo di tirare fuori dalla rete gli squali dall'acqua e di prenderli a schiaffi) a cui non linkerò per evitare traffico su delle pagine di pura e superba diarrea, si sostiene con tutta una serie di screenshot (ne hai di tempo da perdere eh?) che Copyzero è un'alternativa farlocca alla SIAE e commerciale. E' chiaro: non farlocco e realmente interessato al tuo successo è solo iJamix.com! Corri da iJamix.com, non perdere il treno, le istruzioni magiche per diventare ricco e famoso ti aspettano! :-D

Parla la storia di Movimento Costozero (che nasce quando questo curioso manager di iJamix ancora giocava con i trucchi per bambini del mago Silvan), parlano gli utenti (centinaia di veri ringraziamenti, non quattro testimonzianze pettinate, come quelle che si leggono su iJamix.com). Quindi, non mi metterò al livello del diffamatore a mezzo Internet (che, come suggeriva Marianna, si potrebbe anche querelare, se non fosse che il page ranking di quel sito è pressoché nullo e ho cose più serie a cui pensare, tra cui un lavoro dignitoso).

Ora io potrei anche sbagliarmi, ma, secondo me, se provate a seguire i consigli di iJamix.com è possibile che vi ritroviate con tutta una serie di magiche istruzioni per il successo, ma anche con meno soldini di prima.

Quanti siti aprirai ancora giovine 2.0 vendendo fumo? Ne ho già visto qualcuno e se penso che per quel fumo qualcuno metterà soldi sul tuo conto PayPal, mi sento male. Ma prima di diventare un Alessio Sundas hai ancora un po' di pappa da mangiare (per fortuna).

Tuttavia, può darsi che mi sbagli perché le magiche istruzioni di iJamix potrebbero anche portare dritti dritti al successo. Del resto chi non conosce iJamix e il genio imprenditoriale che l'ha creato? Sono famosissimi! E i suoi siti son tutti siti di grande successo! Basta guardare corsodipianoforte.com, in cui si insegna a suonare il pianoforte per corrispondenza (ma sì! che te ne fai del pianoforte!) o ascuoladipianojazz.com, seguendo le cui lezioni potrete diventare dei meravigliosi jazzisti! Davvero soldini ben spesi! E a breve on-line anche inbiciclettasenzamani.it! :-D

Dai, ma come!? Non conoscete questi siti!?!? Ma guardate che qui si sta parlando veramente di net economy e di grandi opportunità per diventare artisti di successo, mica noccioline, mica farloccherie!

Guida Pratica all'Open Content in Italia

Ilario Glasgo è l'autore di una Guida Pratica all'Open Content in Italia in cui il temine Copyzero viene giustamente esteso a qualsiasi sistema di tutela delle opere basato sull'apposizione della marca temporale qualificata.

Questo non significa che domattina non troverete in rete un "nuovo" servizio che, scoprendo l'acqua calda, offra Copyzero chiamandolo con un altro nome, ma, almeno, si è creata un certa consapevolezza sulle origini del termine e soprattutto sui principi, certamente non commerciali, da cui è nato.